Dal periodo greco al periodo arabo PDF Stampa E-mail
Storia - 700 a.c - 827 d.c.

Dopo l'abbandono definitivo del sito di Sabucina avvenuto attorno al 400 a.c., in pieno periodo greco (735 a.C. - 212 a.C.), la zona di Caltanissetta sembra non aver avuto più centri di rilevanza fino al periodo Romano (241 a.C. - 440), quando nel IV-V sec. d.c. il luogo di Sabucina ospiterà, da quel che apparirebbe da alcuni scavi, una fattoria tardo-romana.

Per quanto riguarda gli altri periodi storici che si sono susseguiti in Sicilia, periodo vandalo (440- 493), periodo ostrogoto (493-555) e periodo bizantino (535-1043), non ci sono documenti o fonti che riportino notizie attendibili sulla vita che si svolgeva nel territorio nisseno.

In epoca romana verosimilmente, doveva esserci qualche stazione di sosta a servizio del commercio di frumento che veniva coltivato nella zona da una gran massa di schiavi che viveva in capanne sparse nei campi. Frumento che poi veniva mandato a Roma. Due false iscrizioni (una, in località Pietra Rossa, quasi sicuramente artefatta da Carlo Maria Leto, barone del Ponte e di Capitarno, l’altra, forse rinvenuta in un’arca del monastero dei cappuccini) mirano a dare supporto epigrafico all’esistenza della colonia Nisa. Le iscrizioni, che sarebbero servite in epoca recente (verso la fine della dominazione spagnola) a "dar luce" alla città di Caltanissetta agli occhi del re, facendogli credere che la città era già sorta in periodo Romano, riportavano le seguenti diciture:

"L. Petilius M.F.
Coloniam duxot
Nissae Pop. et Ord.
Patrono merenti"

"D. M. S.
Heliodorus Dux Merentissimus
Col. Petilianae immunis auxiliis
Latis Servili bello ex S. C.
Virtute Ejus praecipue
"

La prima, secondo gli storici che appoggiarono l'autenticità delle scritte, sarebbe stata eretta intorno all'anno 123 a.c. per esprimere la gioia del popolo per la neonata colonia romana fondata da L. Petilio (sotto il consolato di Quinto Cecilio Metello e di M. Petilio) nella città di Nissa precedentemente assoggettata ai Geloni, ai Geroni, ai Dionisii e agli Agatocli "terribili tiranni".
La seconda narra di un certo Eliodoro che nel 101 a.c., per ricompensare la colonia petiliana di Nissa per averlo aiutato durante una battaglia vicino Enna, battaglia che si concluse con una "compiuta vittoria", chiese al Senato romano che alla colonia venisse riconosciuta l'immunità che comportava l'esenzione dai pesi ai quali ogni colonia andava soggetta.

In epoca Bizantina l'unica cosa al momento di cui si ha conoscenza è che probabilmente fu costruito un monastero o un eremitaggio di monaci orientali.

Fonte: "Caltanissetta nei tempi che furono e nei tempi che sono", Giovanni Mulè Bertolo
Fonte: "Storia di Caltanissetta", Rosanna Zaffuto Rovello
Fonte: "Una lunga storia di falsi e falsari", Paolo Preto


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