Luigi Mastrosimone PDF Stampa E-mail
Persone - Artisti, musicisti, pittori, attori, registi

Caltanissetta è una città che spesso dimentica i suoi figli più illustri. È proprio ciò che è accaduto con Luigi Mastrosimone, noto caricaturista. Pochi, difatti, soprattutto fra la nuova generazione, conoscono questa figura che per decenni donò, attraverso la sua cospicua attività artistica, un sorriso a quella gente che si soffermava dinanzi le vetrine dei maggiori negozi, (Gran Caffè Romano, Amico, Extra Bar) per osservare da vicino le sue curiose opere in cui ironicamente si palesavano le umane debolezze.
Luigi nacque a Caltanissetta il 2 gennaio 1920, ultimo di quattro figli, fin dall’adolescenza in lui si manifesto l’estro della scultura e del disegno.
Pur contro la volontà dei genitori, continuò la sua attività, agevolato anche dalla complicità dei suoi insegnanti di scuola, i quali, nelle ore libere, gli consentivano di disegnare alla lavagna i suoi soggetti. Tale abitudine, indubbiamente, contribuì fortemente nell’affinare l’innato senso artistico che, in tal modo, assunse, nell’arco di qualche anno, un’apprezzabile rilievo.
Il giovane scultore cominciò così a prender parte a numerosi concorsi, sia a carattere regionale che nazionale, con opere d’indiscussa inclinazione classica ed allegorica. Nel 1938 vinse gli "Agonali di Roma" con una riproduzione della "Pietà" di Michelangelo, due anni più tardi, ispirandosi al realismo, partecipò alla "Prima mostra delle attitudini giovanili" in cui presentò ben undici terrecotte ispirate al senso della vita eroica ed operosa, fra le quali pregevolissima risultò "Latifondo Siciliano".
Nel medesimo anno con una scultura dal titolo "Fantoccio di neve", realizzata proprio con il detto materiale, si classificò, primo assoluto in Sicilia e terzo in Italia. Sopraggiunta la guerra e richiamato alle armi, Luigi modificò i suoi orientamenti artistici dedicandosi, al disegno di cartoline per le forze armate collaborando, inoltre, con diverse riviste militari come la "Tradotta" e "Il Picchiasodo", che gli permisero d’imporsi all’attenzione dei maggiori critici.
Catturato dall’esercito tedesco, fu condotto, attraverso la Jugoslavia, in un campo di concentramento in Germania luogo in cui, a fronte di notevoli difficoltà imposte dalla dura prigionia, riuscì a produrre svariate composizioni che risultarono apprezzate anche fra gli alti ufficiali germanici.
Liberato a conclusione del secondo conflitto bellico e fatto ritorno a Caltanissetta aprì un piccolo studio di pubblicità in via Maddalena Calafato, dove si dedicò alla produzione d’insegne per negozi e alla lavorazione di manifesti e striscioni pubblicitari, ai tempi dipinti, con gran maestria, su stoffe e supporti lignei.
Contemporaneamente in lui si manifestò, in forma crescente, il senso della caricatura, che lo porterà, nell’arco di qualche anno, a farsi conoscere ed apprezzare, per questo suo singolare estro, dall’intera cittadinanza. Queste simpatiche opere, realizzate in terra cruda successivamente smaltate, erano, difatti, attese con gran entusiasmo dalla gente, la quale si ritrovava dietro le vetrine dei riferiti negozi a ridacchiare, inconsapevolmente, di un aspetto della propria umanità. In esse, invero, si coglievano proprio i lati più nascosti dei soggetti ritratti.
Nel 1950, ’51 e ’53, affinata la sua tecnica, partecipò alla rinomata "Mostra della Caricatura" di Trieste, rispettivamente con le opere: "La situazione coreana dal punto di vista demografico e dal punto di vista comunista", "Davanti ad un’opera di Picasso" e "Eisenhower", che gli permisero d’imporsi anche a livello nazionale. La sua vasta produzione non risparmiò nessuno, dai noti personaggi televisivi, agli illustri concittadini ed artigiani della città, che a volte, commissionarono volutamente all’artista le piccole opere.
La sua bottega, frattanto, trasferita in via Colajanni, divenne frequentatissima dai furgonisti della città, intenzionati ad arricchire i propri mezzi con simpatiche pitture che assumevano carattere goliardico o religioso.
Mastrosimone, difatti, non fu solo uno sculture dedito alle caricature, ma si accostò anche ad una attività artistica più seria ed elaborata, con la produzione di statue raffiguranti, San Michele, la Vergine Maria, il mezzobusto di papa Giovanni e le numerose sponde dei carretti siciliani, istoriate con immagini dei paladini di Francia.
Si spense il 19 marzo 1997, lasciando in eredità ai posteri la coscienza delle umane miserie e il modo ironico attraverso il quale superarle.

Fonte, Giornale La Sicilia (ALESSANDRO MARIA BARRAFRANCA, Quel mondo visto attraverso l’ironia della caricatura)

Commenti (0)
Commenta
I tuoi dettagli:
Commento:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img]   
:D:angry::angry-red::evil::idea::love::x:no-comments::ooo::pirate::?::(
:sleep::););)):0
 

Galleria Fotografica

Condividi questo sito

FacebookMySpaceTwitterDiggDeliciousStumbleuponGoogle BookmarksRedditNewsvineTechnoratiLinkedinRSS Feed

Video

You need Flash player 6+ and JavaScript enabled to view this video.
Title: Processione Gesù Nazareno
Playlist: 0 | 1

Amici della Miniera

Amici della Miniera

Strumenti

Ci trovi anche su...

  • Facebook:
  • YouTube:
  • Flickr:

Contatore Visite


Oggi:78
Ieri:104
Mese Attuale:2014
Mese Precedente:3198
Totale Visite:128562

Home | RSS Feed
Copyright 2011 "Piccola Atene". Per ulteriori informazioni fare riferimento al disclaimer.
Licenza Creative Commons

Il sito e tutto il materiale in esso contenuto è disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0
Proudly Powered by Joomla Design by : Free Joomla 1.5 Template | Supported by : Modern Home Design | CSS | XHTML

Top