Santa Maria La Nova (Cattedrale) PDF Stampa E-mail
Luoghi - Chiese

Nel 1539, nel piano che si trovava ai confini della città conosciuto ai tempi come "piano degli ulivi", fu costruita una Cappella in onore dell'Immacolata Concezione e le fu dato il nome di S. Maria La Nova. Tale cappella, dove si celebrò messa quotidiana fino al 1848, sarebbe divenuta negli anni la sacrestia del Duomo che a partire dal 1545, anno in cui l'arciprete Francesco Diforti promosse la costituzione di una Deputazione per la costruzione del nuovo Duomo, cominciò ad essere costruito. Clicca qui per vedere la mappa
Fu però soltanto nel 1570 che fu posata la prima pietra del nuovo tempio e i lavori, grazie "a pubblica spesa" alla quale partecipò numerosa la cittadinanza nissena, continuarono fino al 1622, anno di apertura al culto. La nuova chiesa diventò il Duomo della città al posto della chiesa Santa Maria la Vetere (in seguito chiamata Santa Maria degli Angeli) che sorgeva ai piedi del Castello di Pietrarossa. Una iscrizione incisa in una capriata della copertura riporta la seguente dicitura: "Templum hoc incoeptum anno 1570 et ad hanc redactum formam anno 1622".
Nel 1648 venne istituita, grazie a una rendita di 51 onze elargita dal diacono Francesco Caramanna, una "Comunia" di dodici sacerdoti affinchè venisse recitato in comune l'ufficio divino come avveniva nella cattedrale di Girgenti.
Dal 1718 al 1720, grazie alle spese effettuate dal sacerdote Don Raffaele Riccobene e all'opera del pittore fiammingo Guglielmo Borremans, fu affrescata interamente la volta della navata maggiore e della parete di fondo. Lo stesso sacerdote provvederà per testamento ad elargire un lascito per far si che la chiesa venga ulteriormente decorata al suo interno e, se la somma fosse bastata, per completare il prospetto esterno. Borremans stesso dipingerà il ritratto del benefattore in prossimità dell'ingresso.
Il 26 luglio 1733 la chiesa venne consacrata dal vescovo Lorenzo Gioeni sotto il titolo dell'Immacolata e di San Michele Arcangelo.
Il 28 agosto 1745, papa Benedetto XIV, su istanza del benemerito Giovanni Agostino Riva, divenuto parroco nel 1719, eresse a colleggiata la chiesa madre. Un ritratto su tela del Riva è conservato in sacrestia.

Nel 1782 viene ricostruito il campanile sinistro e si inizia la realizzazione del prospetto, mentre il secondo campanile verrà realizzato solo nel 1856.
Nel 1844 Caltanissetta diventa diocesi e il Duomo diventa chiesa Cattedrale del vescovo.
Nel 1848 fu completata la facciata mentre nello stesso anno, grazie a una donazione di 400 onze della baronessa Agata Barile Giordano, venne realizzata una cancellata in ferro che racchiudeva il sagrato. Tale cancellata venne ridotta in altezza nel 1892 in occasione del rifacimento della piazza, mentre nel 1950 fu definitivamente rimossa. Il 13 febbraio 2010 è stata inaugurata dal Vescovo Mons. Mario Russotto una nuova cancellata, copia di quella che sorgeva nello stesso punto prima della seconda guerra mondiale, a protezione della facciata principale. La cancellata è stata realizzata gratuitamente dai fabbri della Real Maestranza - il sodalizio che raggruppa gli artigiani nisseni che escono in corteo durante la Settimana santa con il loro capitano - con ferro acquistato grazie alle somme donate da un benefattore.

Nel 1880 la chiesa fu restaurata e nel 1922 inizia la costruzione del transetto e dell'abside con la cupola.
Nel 1943, durante la liberazione, Caltanissetta venne duramente bombardata dall'aviazione americana che provocò, oltre al crollo di numerosi palazzi, anche la distruzione di alcune parti della volta, raffiguranti due delle quattro scene di trionfi che circondano la parte centrale raffigurante "La Concezione della Vergine" (trionfi della fede e del coro dei Santi e delle Vergini, rifatti negli anni 50 dal pittore torinese Nicola Arduino), e della facciata della cattedrale. Le opere di riconsolidamento e ricostruzione della cattedrale si concludono definitivamente nel 1948, anno in cui si può definitivamente dire completata la costruzione della chiesa con la realizzazione dell'abside e della cupola.

L'interno è a croce latina, con tre navate ( navata centrale dedicata all'Immacolata, navata sinistra a Gesù Sacramentato e navata destra a S. Michele Arcangelo), e vi si trovano varie opere d'arte tra cui i già nominati affreschi del Borremans (di pregevole bellezza la volta raffigurante "la Concezione della Vergine", circondata ai lati da quattro scene di trionfi di San Michele, dell'Assunzione di Maria in cielo, della fede e del coro dei Santi e delle Vergini), la statua di San Michele Arcangelo di Stefano Li Volsi da Nicosia del XVII° secolo, San Vincenzo Ferreri del Borremans, la madonna dei monti di Buttafuoco, ed il SS. crocifisso del Gaggini.

Internamente, le sontuose decorazioni della volta e delle arcate, riportano, attraverso centoquarantasei affreschi di varie dimensioni un cammino di fede voluto dalla generosità del Riccobene e del Riva, mediante la grandiosa opera del Borremans. In tutti i pilastri e nei sottoarchi sono raffigurati personaggi ed episodi del Vecchio Testamento.

Nel giugno del 2010 sono state ricollocate quattro lapidi ritrovate nei magazzini della chiesa e che ricordano particolari momenti della storia della chiesa. Una delle lapidi è stata sistemata nella cappella accanto al Tabernacolo del quale spiega la provenienza. Il testo è in latino. La traduzione, fatta da padre Canalella, recita così: «A Leone XIII, Sommo Pontefice, il quale diede in dono a questo principale tempio questo tabernacolo a lui regalato dai fedeli di Acireale nell’anno del suo giubileo sacerdotale nonché a Giovanni Guttadauro regio vescovo di Caltanissetta dei principi Emanuele e Reburdone nonché a Giuseppe Francica Nava dei baroni Bontifè allora suo vescovo ausiliare e poi inviato dal Papa quale suo nunzio al Re del Belgio il quale a sua principale spesa e di alcuni fedeli curarono la cappella e di costruire l’altare. Il Capitolo dei Canonici della Cattedrale con grato animo, pertanto nell’anno 1892 dedicò».

Un’altra lapide è del novembre 1923 e ricorda il signor Filippo Dell’Aira che, per avere donato 50.000 lire per il restauro della chiesa, fu nominato cavaliere dell’Ordine di S. Silvestro.

La terza è del 1927 in ricordo del prof. Enrico Meschino che «scolpì e donò» la balaustra della cappella del Crocifisso.

Con la quarta lapide si ricordano le famiglie Trabonella, D’Oriseo, Testasecca, Barrile, Giordano, Benintendi, Lanzirrotti, Greco, Cosentino, Ajala, Vasta, Cinnirella, Bouissiere, Cardella, Dell’Aira, e la cassa rurale Aurora e il Monte Frumentario che contribuirono «all’adorno di marmi il pavimento di questa chiesa Cattedrale».

Fonte: "Caltanissetta nei tempi che furono e nei tempi che sono", Giovanni Mulè Bertòlo
Fonte: "Progetto Scuola Città", Autori vari a cura di Daniela Vullo

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Title: Processione Gesù Nazareno
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