Redentore PDF Stampa E-mail
Luoghi - Monumenti

Nel 1899 il Comitato Internazionale Romano per l’omaggio solenne a Gesù Redentore, costituito per volontà di Papa Leone XIII, optò, nell’approssimarsi dell’Anno Santo del 1900, di innalzare 19 monumenti, su altrettante alture delle regioni italiane, raffiguranti il Chistus Deus Homo che Vivit - Regnat - Imperat, proprio perchè erano passati diciannove secoli dalla redenzione. A questi se ne aggiunse un ventesimo per dedicare a Cristo anche il ventesimo secolo che iniziava.

Furono, quindi, invitati tutti i Vescovi e Cardinali italiani nell’individuare e proporre i rilievi che si presentavano, a loro dire, idonei al pio progetto. Gli alti prelati siciliani, dopo varie ipotesi, designarono, il monte Lonero in prossimità di Noto, la città di Piazza Armerina, il rilievo San Paolino a Sutera ed in ultimo, su insistenze del Canonico Francesco Pulci - a cui il vescovo Ignazio Zuccaro affidò l’incarico di promuovere l’opera nell’ambito della Diocesi Nissena - si aggiunse Caltanissetta con il monte San Giuliano.
La candidatura del capoluogo trovò piena accoglienza nel Comitato romano, sopratutto per la centralità che il monumento, in tal modo, avrebbe assunto. Fra l'altro in quel periodo, con la caduta dello Stato della Chiesa, le leggi anticlericali e nel bel mezzo di un periodo di crisi economica, Caltanissetta, con le sue miniere, era l'unica in Sicilia a poter sostenere una tale spesa.

Il 20 gennaio del 1900 venne, dunque, stipulato il contratto con la ditta capitolina Rosa Zanazio, per la realizzazione della statua bronzea, ottenuta dalla fusione di alcuni cannoni dello Stato Pontificio. Intanto, domenica 13 maggio, fra l’enorme entusiasmo popolare, il Vescovo Zuccaro benedì e pose la prima pietra del basamento edificato, in stile eclettico, su progetto dall’ingegnere palermitano Ernesto Basile, per la cui realizzazione si adoperarono pietre estratte poco distante dal punto in cui oggi sorge il monumento.
Pochi però sono a conoscenza che le maestranze chiamate ad erigere la cappellina innalzarono anche una piccola canonica ubicandola proprio di fronte al riferito monumento, della quale, ancora oggi si scorgono, in completo abbandono tra le fitte erbacce, i possenti muri perimetrali e che ci auguriamo possa esser al più presto ripristinata.

Ultimati i lavori di costruzione del basamento, in treno da Roma giunse in città, fra l’ammirazione generale, l’imponente statua bronzea alta, fino alla cima della croce, 4,85 metri e con un peso pari a due tonnellate, la quale, dopo un non facile trasporto sulla vetta di San Giuliano eseguito per mezzo di un robusto "carromotto" trainato da sei coppie di buoi, venne, nel pomeriggio del 29 luglio, issata sul piedistallo alla presenza di un’enorme folla e all’incessante scampanio di tutte le chiese della città. Tuttavia, l’assassinio del re Umberto I avvenuto il 30 luglio a Monza per mano dell'anarchico Bresci, fece rimandare le celebrazioni programmate per l’inaugurazione, che iniziarono il 26 settembre, giorno in cui ebbero principio i festeggiamenti che si protrassero, in concomitanza con le manifestazioni in onore del Santo Patrono Michele Arcangelo, fino al 30 di settembre.
In quei giorni Caltanissetta, venne letteralmente presa d’assalto da migliaia di persone giunte, dalle più disparate località siciliane, per assistere alla solenne benedizione effettuata dal Cardinale Giuseppe Francica Nava, nipote del defunto vescovo Giovanni Guttadauro. Oltremodo fantasiose si rivelarono le innumerevoli manifestazioni collaterali all’evento predisposte dal comune, fra cui si distinse la scenografica processione svolta, lungo le vie del centro, con un carro a forma di grande nave, ricco di bassorilievi e ghirlande, sul quale presero posto, la banda musicale, il coro di bambini che cantò durante l’inaugurazione del monumento sul monte San Giuliano ed, infine, nella parte più alta all’interno di un tempietto sormontato da un angelo con la tromba, la statua del Redentore in "cartonpierre" (cartapesta) commessa, per l’occasione, dal Comitato Cittadino alla rinomata ditta Rosa Zanazio di Roma.

Il 30 di settembre poi, ebbe luogo un ulteriore corteo nel quale furono condotte lungo i corsi principali, in quell’occasione abbelliti da interminabili archi trionfali costituiti da edera e fiori, le statue di San Michele, dell’Immacolata e del Redentore, i cui fercoli, riccamente illuminati dal gas d’acetilene si mossero a stento, fra un’immensa moltitudine di sacerdoti, confraternite e pii spettatori. Fu, quindi, in questo modo che, nell’arco di alcuni anni, la devozione per il Redentore si accrebbe a dismisura, facendo sorgere innumerevoli usanze ad essa legate. Fra questi antichi rituali serbati dal popolo vanno opportunamente ricordati, la consueta processione del simulacro di Gesù Redentore svolta, ancora oggi, lungo le vie del centro la sera del 6 di agosto, la fiera del bestiame che fino alla seconda metà degli anni ’30 era in uso tenersi lungo il Viale Regina Margherita ed, infine, il tradizionale pellegrinaggio in voga fino al principio degli anni ’70, che si compiva alla vigilia della festività, allorquando, a centinaia si recavano, alla volta del monumento, carichi di ogni prelibatezza fra cui non mancò mai, la tradizionale anguria fresca.
In quel giorno, infatti,non era difficile scorgere lungo la ripida strada che conduceva al santuario, di gioiosi fanciulli comitive uomini dallo sguardo autorevole, donne acconciate con abiti dai vivaci colori e robusti giovanotti che, con passo lento, procedevano trasportando sulle spalle l’enorme cocomero acquistato il giorno prima al mercato. Invero, era la città intera che in quel giorno si inerpicava fino alla sommità di quel monte per render degno omaggio al suo Redentore, e perché no, alla gola!
All’alba poi, conclusa la solenne funzione Eucaristica, si dava libero sfogo ai balli, ai canti ed agli interminabili banchetti che si protraevano fino a sera tarda, quando, giunto al termine "u festinu", la gente faceva ritorno alle proprie case con ancora impresso nella mente e nel cuore quel soave profumo di devozione per colui che, da oltre un secolo, protegge con il suo sguardo la gente di Caltanissetta.

Curiosità

Degli altri diciannove monumenti che sarebbero dovuti sorgere su ognuna delle regioni italiane ne furono realizzati solo cinque o sei a rappresentare il Cristo Redentore, tutti gli altri progetti, per difficoltà economiche e logistiche, furono sostituiti da cappellette votive.

La disposizione del monumento ancora oggi desta qualche perplessità negli abitanti di Caltanissetta. Infatti la statua del Cristo, per come è collocata, volge le spalle alla città, e per qualcuno questo è segno di cattiva sorte. Non a caso è proprio a cominciare dal 1900, anno della sua inaugurazione, che la fiorente industria zolfifera nissena ha cominciato il suo lento e inesorabile declino che terminò col fallimento di questo settore verso la seconda metà del secolo scorso, privando così Caltanissetta della sua fonte di ricchezza. Qualcuno in passato ha anche ipotizzato un intervento per far si che il Cristo rivolgesse il suo sguardo protettore verso la città che sovrasta.

Fonte (La Sicilia, "Il Redentore tra canti e preghiere", di Alessandro Maria Barrafranca)
Fonte ("Storia di Caltanissetta", di Rosanna Zaffuto Rovello)

 

Commenti (0)
Commenta
I tuoi dettagli:
Commento:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img]   
:D:angry::angry-red::evil::idea::love::x:no-comments::ooo::pirate::?::(
:sleep::););)):0
 

Galleria Fotografica

Condividi questo sito

FacebookMySpaceTwitterDiggDeliciousStumbleuponGoogle BookmarksRedditNewsvineTechnoratiLinkedinRSS Feed

Video

You need Flash player 6+ and JavaScript enabled to view this video.
Title: Processione Gesù Nazareno
Playlist: 0 | 1

Amici della Miniera

Amici della Miniera

Strumenti

Ci trovi anche su...

  • Facebook:
  • YouTube:
  • Flickr:

Contatore Visite


Oggi:107
Ieri:105
Mese Attuale:2787
Mese Precedente:3377
Totale Visite:92839

Home | RSS Feed
Copyright 2011 "Piccola Atene". Per ulteriori informazioni fare riferimento al disclaimer.
Licenza Creative Commons

Il sito e tutto il materiale in esso contenuto è disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0
Proudly Powered by Joomla Design by : Free Joomla 1.5 Template | Supported by : Modern Home Design | CSS | XHTML

Top