Vitaliano Brancati PDF Stampa E-mail
Persone - Personaggi legati a Caltanissetta

Vitaliano Brancati (Pachino, 24 luglio 1907 – Torino, 25 settembre 1954) è stato uno scrittore e sceneggiatore italiano.

Si impose come autore di punta nel panorama della narrativa neorealista negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale.
Indice
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* 1 Biografia
o 1.1 Le opere di regime e la crisi politica
o 1.2 Il nuovo periodo letterario
o 1.3 Il matrimonio
o 1.4 Il cinema, il teatro e la censura
o 1.5 La separazione e la morte
* 2 L'opera
o 2.1 Don Giovanni in Sicilia
o 2.2 Il bell'Antonio
o 2.3 Paolo il caldo
* 3 Il mondo dei romanzi
* 4 Bibliografia
o 4.1 Narrativa
o 4.2 Teatro
o 4.3 Saggistica e prose varie
* 5 Filmografia
* 6 Voci correlate
* 7 Altri progetti
* 8 Collegamenti esterni

Biografia [modifica]

Nato a Pachino, in provincia di Siracusa, da una famiglia non aliena da interessi letterari - sia il nonno che il padre erano stati autori di novelle e di poesie - compì gli studi inferiori a Modica dove visse dal 1910 al 1919 e quelli superiori a Catania dove si trasferì con la famiglia nel 1920.

Si iscrisse alla Facoltà di Lettere laureandosi nel 1929 con una tesi su Federico De Roberto.

Laureatosi nel capoluogo etneo insegnerà per diversi anni a Caltanissetta nell'Istituto ex Magistrale dove farà conoscenza con Leonardo Sciascia.

Successivamente si trasferisce a Roma, oltre ad insegnare, Brancati inizia l'attività di giornalista: dapprima scrive per Il Tevere e, in seguito, dal 1933 in poi, per il settimanale letterario Quadrivio. La sua formazione giovanile viene segnata da un'ideologia irrazionalista che entra in crisi quando da Catania si trasferisce a Roma dove ha modo di frequentare intellettuali crociani e democratici che gli aprono un orizzonte culturale europeo.
Le opere di regime e la crisi politica [modifica]

La sua attività letteraria inizia con opere "di regime" e pertanto animate da intenti propagandistici di stampo fascista come il poema drammatico Fedor del 1928, i drammi Everest del 1931 e Piave del 1932 e il romanzo L'amico del vincitore. Nel 1934 pubblica il romanzo Singolare avventura di viaggio dove appaiono per la prima volta i temi legati ai problemi dell'esistenza e all'erotismo.

In seguito al contatto con Alvaro, Moravia e altri scrittori di quel periodo, proprio nel '34, Brancati, matura la sua crisi politica, si distacca dalle posizioni fasciste e disconosce i suoi scritti giovanili per lo più improntati all'ideologia dell'azione.

Tornato a Catania si dedica all'insegnamento e nello stesso tempo collabora al settimanale Omnibus di Leo Longanesi fino al 1939 quando la rivista viene soppressa da parte del regime fascista.
Il nuovo periodo letterario [modifica]

Si dedica all'insegnamento fino al 1941, anno in cui ritorna a Roma e pubblica Gli anni perduti, da lui stesso considerato il suo primo vero romanzo, di carattere comico-simbolico ispirato a Gogol e a Cechov nel quale si avverte chiaramente l'allontanamento dall'ideologia fascista e l'amarezza verso la realtà storico-politica del suo tempo.

Nel 1943 verranno raccolte nel volume I piaceri le corrispondenze tratte da "Omnibus" di ispirazione anticonformista radical-liberale.

Seguono i romanzi di maggior successo come la farsa spregiudicata Don Giovanni in Sicilia pubblicato nel 1941 (da cui verrà tratto il film omonimo), il racconto tragicomico di un'impotenza sessuale Il bell'Antonio nel 1949 e il romanzo rimasto incompiuto e pubblicato postumo (1959), Paolo il caldo, storia di un'ossessione erotica alla quale si intreccia una lucida analisi del costume politico e culturale del dopoguerra.
Il matrimonio [modifica]

Nel 1942 conosce, al teatro dell'Università, l'attrice Anna Proclemer con la quale inizia una relazione che sfocerà nel 1947 nel matrimonio. Da lei avrà una figlia, Antonia.
Il cinema, il teatro e la censura [modifica]
« Brancati è lo scrittore italiano che meglio ha rappresentato le due commedie italiane, del fascismo e dell'erotismo in rapporto tra loro e come a specchio di un paese in cui il rispetto della vita privata e delle idee di ciascuno e di tutti, il senso della libertà individuale, sono assolutamente ignoti. Il fascismo e l'erotismo però sono anche, nel nostro paese, tragedia: ma Brancati ne registrava le manifestazioni comiche e coinvolgeva nel comico anche le situazioni tragiche »

(Leonardo Sciascia)

Notevole il suo ruolo anche in ambito teatrale e cinematografico.

Per il cinema Brancati scrive nel 1951 la sceneggiatura di Signori in carrozza, de L'arte di arrangiarsi diretto da Luigi Zampa, nel 1952 Altri tempi con la regia di Alessandro Blasetti, nel 1951 Guardie e ladri di Mario Monicelli, nel 1954 Dov'è la libertà? e Viaggio in Italia con la regia di Roberto Rossellini.

Ma pellicole sono tratte anche da alcune sue opere narrative. È il caso di Anni difficili (1947) di Luigi Zampa tratto dalla novella Il vecchio con gli stivali e per il quale lo stesso Brancati collaborò alla sceneggiatura. Il film diede inizio ad un filone di pellicole di satira politica che furono inizialmente osteggiate dalla censura.

Nel 1960 viene tratto dall'omonimo romanzo il film Il bell'Antonio del regista Mauro Bolognini con Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale e nel 1973 Paolo il caldo diretto da Marco Vicario e interpretato da Giancarlo Giannini e Ornella Muti.

Nel 1952 la censura colpisce ancora più duramente il teatro di Brancati con il divieto di rappresentare uno dei suoi migliori lavori teatrali, La governante, dramma di un'omosessualità femminile.

Nello stesso anno lo scrittore, prendendo spunto dal divieto di rappresentare il suo lavoro teatrale, scrive un pamphlet dal titolo Ritorno alla censura nel quale egli afferma i diritti del teatro ad esprimersi e dove ripropone la sua poetica del comico ispirata ad un forte realismo classico.
La separazione e la morte [modifica]

Separatosi dalla moglie nel 1953, muore a Torino l'anno successivo, a seguito di un'operazione chirurgica.

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Title: Processione Gesù Nazareno
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