Varicedde PDF Stampa E-mail
Eventi - Settimana Santa

Durante la seconda metà del 19° secolo a Caltanissetta era già radicata la tradizione di far sfilare i grandi gruppi statuari delle Vare nelle vie delle città. Per questo motivo un gruppo di garzoni decise di "imitare" la grande processione portando per le strade delle piccole raffigurazioni della Passione di Gesù. Con piccole statuette di terracotta portate su dei vassoi il Mercoledì Santo si ritrovavano nello slargo Fatebenefratelli nel quartiere San Domenico per dirigersi verso piazza Garibaldi accompagnati dai "Ladari" per poi proseguire nelle stesse vie percorse dalla processione del Giovedì Santo. Nel tempo queste sculture cambiarono forma e alcune si ingrandirono e furono munite di illuminazione a gas (acetilene).

La processione cominciò man mano a ritagliarsi uno spazio sempre più importante fra le manifestazioni della Settimana Santa, e nel 1901 fu affisso un primo piccolo programma nei muri della città. Nel 1902 il programma crebbe come l'importanza di questa manifestazione.

Purtroppo però la manifestazione conobbe anche un decennio di declino e solo nel 1924, con la realizzazione di tre barette a cura dello scultore sancataldese Giuseppe Emma, la Pietà, il Cireneo e il Calvario, la tradizione delle varicedde cominciò a rinvigorirsi.
Dopo uno stop dovuto alla seconda guerra mondiale, negli anni 50 i proprietari dei gruppi si riunirono in un comitato organizzativo e commissionarono nuove barette agli scultori Giuseppe Emma, che già aveva creato tre gruppi, e Salvatore Capizzi. Le ultime varicedde costruite si devono ai figli dello scultore Emma che completano le attuali 19 rappresentazioni che sfilano il Mercoledì Santo ricalcando il percorso delle Vare.

Nell'arco dell'anno le varicedde sono gelosamente custodite dai proprietari nelle proprie abitazioni. Alcuni di loro risiedono all'estero e vengono a Caltanissetta una volta l'anno proprio per la manifestazione del Mercoledì.
Da qualche tempo è ormai tradizione esporre nelle settimane prima e dopo la Pasqua le varicedde in piccole mostre curate dall'associazione "Piccoli Gruppi Sacri", fondata nel 1994. La sera del Mercoledì Santo le varicedde, che vengono addobbate durante tutta la giornata dalle famiglie proprietarie con splendidi fiori, si dirigono verso piazza Garibaldi per ricongiungersi tutte insieme e per partire in processione, al suono dei fuochi d'artifico, verso le 20. Le varicedde vengono spinte a mano da ragazzi con la caratteristica tonaca bianca e con mantello nero bordato da nastrini dorati. Ad accompagnare le varicedde, oltre alle famiglie proprietarie, ci sono 19 bande musicali, una per ogni gruppo, provenienti da molti paesi della provincia nissena. Una volta completato il percorso cittadino le varicedde si radunano per l'ultima volta in piazza Garibaldi e sotto la luce dei fuochi di artificio danno vita alla "spartenza", momento in cui le varicedde tornano nelle abitazioni delle famiglie.

Varicedda Famiglia Proprietaria Autore Anno Descrizione
L'ultima Cena Bella e Bruno Salvatore Capizzi 1958 La scena è ispirata, come nel simulacro realizzato dall'artista napoletano, al celebre affresco di Leonardo Da Vinci. Il Cristo siede al centro della scena con sguardo attonito, dopo aver annunciato che tra i suoi tanto amati discepoli qualcuno lo tradirà; questi ultimi sconvolti dalla divinità rivelazionale e quasi smarriti, sono in atteggiamento di stupore di curiosità come S.Tommaso, o di rabbia come S.Pietro, che stringe tra le mani un coltello.
L'Orazione nell'Orto Riggi Leonardo Salvatore Capizzi 1952 Il Cristo, recatosi con i discepoli nell'Orto del Getsemani, è raffigurato in ginocchio mentre prega il Padre di allontanare, se è possibile, da lui questa terribile prova; un angelo, liberandosi tra le fronde degli ulivi, scende per confortarlo.
La Cattura Archetti e Miraglia Giuseppe Emma 1939 L'opera raffigura il momento in cui il discepolo Giuda, per trenta denari, tradisce con un bacio il Figlio di Dio, il quale gli volge il suo serenissimo sguardo, chiamandolo amico. Alle sue spalle un giudeo è pronto al segnale delle guardie, poste sulla sinistra, a legarlo per condurlo al cospetto del Sinedrio.
Il Sinedrio Riggio Francesco Salvatore Capizzi 1947 Il simulacro rappresenta il momento in cui il sommo sacerdote Chaifas, posto sotto un baldacchino al centro della scena, pronuncia le fatidiche parole "Sei forse tu il Messia?"; Il Cristo è circondato dai componenti del sinedrio, i quali si consultavano tra loro dopo avere sentito le parole pronunciate dal Divin Redentore, il quale sta con soave sguardo in attesa che si compiano le profezie.
La Flagellazione Zagarella Salvatrice Giuseppe Emma 1947 Al centro della scena sta il Cristo il quale, legato alla colonna, viene percosso selvaggiamente da due manigoldi; un terzo aguzzino si trova sulla sinistra mentre, in ginocchio, nell'atto di intrecciare una corona di spine, che da lì a poco cingerà il capo del Divin Redentore; il tutto si svolge alla presenza di un indifferente soldato romano.
L'Ecce Homo Riggi Vincenzo Salvatore Capizzi 1993 La scena rappresenta il momento in cui Pilato, detenendo la facoltà di liberare un condannato per la Pasqua, presenta al popolo dall'alto di una balaustrata il Cristo, che con sguardo dolcissimo attende il volgere del suo Divin destino; sotto una folla inferocita grida di crocifiggerlo.
La Condanna Russo Michele Giuseppe Emma figlio
1950 La piccola scultura rappresenta il momento in cui Ponzio Pilato, posto al di sotto di un ricco baldacchino, lavandosi le mani condanna il Divin Redentore che, circondato da austeri soldati, ascolta la sentenza immobile, con sguardo commovente.
La Prima Caduta Corvo Giovanni Giuseppe Emma Anni '30 L'opera rappresenta il momento in cui Cristo, sfinito dalle sofferenze, giace per terra sotto il peso delle umane sventure, mentre un soldato e un giudeo lo incitano a rialzarsi per proseguire il cammino.
Gesù incontra la Madre Marco e Salvatore Iacono Giuseppe Emma figlio
1987 La scultura rappresenta la commovente scena in cui il Redentore incontra la Vergine Maria e le Pie Donne. Il Cristo è raffigurato mentre, schiacciato dalla pesante croce, volge lo sguardo alla madre, la quale con estrema dolcezza cerca invano di abbracciarlo, mentre tre giudei incitano il Divin Redentore a rialzarsi per riprendere la strada verso il calvario.
Il Cireneo Di Giovanni Giuseppa Giuseppe Emma 1924 Il punto focale della scena è la croce, la quale viene amorevolmente sorretta dal Redentore, che con il gesto della mano ringrazia benevolmente il Cireneo per l'aiuto prestato. Alle sue spalle un giudeo continua a percuoterlo, mentre sulla destra un austero soldato mostra la strada da seguire.
La Veronica Paolillo Francesco Salvatore Capizzi 1949 La scultura raffigura la commovente scena in cui la Veronica, mossa da profonda pietà, asciuga il volto del Redentore, il quale, per ringraziarla dell'amorevole gesto, lascia impressa sul bianco lino la sua Sacra Immagine. Al centro della scena per terra sotto il peso della croce sta il Cristo, alla cui destra è la Veronica, la quale, pervasa da grande stupore, tiene tra le mani il lino su cui è impresso il Santo Volto del Messia; alle spalle del Redentore, un soldato con sguardo fiero allontana con un gesto la donna, mentre un giudeo continua a percuoterlo nell'intento di farlo rialzare e proseguire il cammino verso il calvario.
Lo Spoglio Gioè e D'Oca Salvatore Capizzi 1955 L'opera rappresenta il momento in cui il Redentore, ormai giunto sul Calvario, viene spogliato dalle vesti; Gesù è al centro della scena, alle sue spalle due giudei sono colti nell'atto di svestire le divine carni, mentre alla destra Nicodemo e Giuseppe D'arimatea discutono fra loro sull'opportunità di affiggere alla croce il foglio con la scritta, dettata poco prima da Ponzio Pilato. Un soldato, con gesto fiero sull'estrema sinistra della scena ordina loro di ubbidire.
Gesù inchiodato alla croce Cimino Calogero Fratelli Emma 1995 La figura del Cristo è posta al centro della scena, distesa sul patibolo; alla sua destra un manigoldo, brandendo un martello, è colto nell'atto di inchiodare le divine carni. In piedi un membro del Sinedrio regge tra la mani il foglio con la scritta che da lì a poco verrà posta sulla croce. Il tutto si svolge sotto lo sguardo attento di un inflessibile soldato, collocato sulla sinistra
La Crocifissione Gervasi Domenico Giuseppe Emma 1924 L'opera raffigura l'atto conclusivo dell'amorevole sacrificio compiuto dal Divin Redentore. Il Cristo inchiodato sulla croce volge il suo sguardo alla Madre che, disperata, assiste all'immenso dolore patito dal suo dolcissimo figlio; con lei stanno Maria di Cleofe, il discepolo Giovanni e Maria di Magdala che, mossa da un gesto d'estremo amore, abbraccia il freddo legno della Santa Croce.
La Deposizione ("Scinnenza") Nicola e Michele Spena Salvatore Capizzi 1965 La scultura rappresenta l'atto in cui il Cristo viene delicatamente deposto dalla croce. In cima alle scale due giudei, dopo avere schiodato le mani del Redentore, lo fanno scivolare giù delicatamente; ai lati Giuseppe D'Arimatea e Nicodemo, pervasi da gran dolore, li aiutano nel pietoso gesto. Anche San Giovanni, l'apostolo prediletto, è lì a sorreggere il corpo esamine del suo Maestro per consegnarlo tra le amorevoli braccia della Santissima Madre e delle Pie Donne.
La Pietà Lodico Giuseppe Emma 1924 Ai piedi della croce sta la Vergine Maria che, con sguardo atterrito dall'immenso dolore, guarda il corpo esamine del proprio figlio coprendolo di carezze e baci; più in là, Maria di Magdala è colta nell'amorevole gesto di asciugare le piaghe del Cristo, mentre sull'estrema destra l'apostolo prediletto Giovanni guarda impietrito il corpo del Divin Maestro.
La Traslazione Venniro Angelo e Fonti Lino Salvatore Capizzi 1954 La scena rappresenta il momento in cui il corpo del Redentore è traslato alla tomba. A compiere il caritatevole gesto è Giuseppe D'Amaritea; Nicodemo e il discepolo prediletto Giovanni, sorreggono con immensa cura le spoglie del Divin Maestro. Assistono al pietoso atto la Vergine Maria, annientata dal dolore, e Maria di Magdala che, smarrita, guarda il corpo esamine del Cristo.
La Sacra Urna Urso Stefano Salvatore Capizzi 1956 All'interno dell'Urna chiusa da vetri si trova il corpo del Cristo, mentre in cima a questa, su di una nuvola argentea, si libra un angelo che sorregge tra le mani un nastro bianco con la scritta del profeta Isaia"Et Erit sepulcrum eius gloriosum"; ai quattro angoli stanno altrettanti cherubini posti come a guardia del Santo Sepolcro.
L'Addolorata Cimino Lorenzo Salvatore Capizzi 1934 La Vergine se ne sta la sul Golgota, affranta dal dolore; dinanzi a lei un angelo è sceso per confortarla e tiene tra le mani il nastro su cui sono riportati i versi "Magna Est Velut Mare Contritio Tua". Alle loro spalle si erge maestosa la croce, mentre tutt'intorno sul monte sono sparsi gli strumenti della passione. Da segnalare che esso raffigura in piccolo il gruppo non più esistente, opere dello scultore napoletano Francesco Biangardi realizzato nel 1896, che sfilava la sera del giovedì santo.

Fonte: "Il Giovedì Santo in Caltanissetta", Michele Alesso
Fonte: "Le Varicedde", Alessandro Maria Barrafranca

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Title: Processione Gesù Nazareno
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